Potenziali Evocati Acustici

 

Potenziali Evocati Acustici (spesso conosciuto con l’acronimo P.E.A.) è un esame che viene oggi eseguito, quasi di routine, per i bambini anche prima dell’anno di vita.

E’ una metodica clinica audiologica che esamina i tempi e le modalità di trasmissione dell’informazione sonora in una specifica zona del sistema nervoso centrale:il tronco encefalo.

Per questo i P.E.A. sono anche chiamati A.B.R. o Risposte Acustiche(evocate al) Brainstem che è il termine inglese che definisce il troncoencefalo.

Lo studio dei P.E.A.fornisce utili informazioni prioritariamente sulla funzionalità delle vie nervose uditive ed in secondo luogo sulla soglia uditiva.

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L’esame può essere eseguito senza la collaborazione dell’esaminato e trova pertanto vasta applicazione anche per definire la soglia uditiva nei bambini e negli adulti poco collaboranti. Va però considerata la modalità di stimolazione che non è rappresentata da toni puri , come nell’audiometria classica, ma da click.

Vengono fatte indossare al paziente delle cuffie e si applicano degli elettrodi al lobo dell’orecchio e sulla fronte.

Tale esame viene eseguito anche nei neonati, come screening per la valutazione uditiva , insieme alle Emissioni Otoacustiche .

Nei neonati la maggior parte delle alterazioni uditive riscontrate, se reversibili, si “normalizzano” entro i primi 6 mesi di vita.

Nei bambini nati prematuri la maturazione delle vie uditive avviene ancor oltre: a 12-14 mesi.

Di conseguenza l’esame viene eseguito intorno al 6° mese di vita, nei nati a termine, mentre nei prematuri intorno all’anno.

Viene suggerito comunque, ove necessario per anamnesi o per otoemissioni acustiche patologiche, eseguire l’esame al primo mese di vita, per potere monitorare al meglio lo sviluppo neurologico del bambino, consigliando nei casi di sospetta patologia un atteggiamento di “vigile attesa”.  per poi concludersi con una decisione diagnostica al sesto o, nei prematuri, dodicesimo anno di vita.

Ad oggi, anche nei casi dubbi, al bambino risultato patologico ai test, viene applicata la protesi acustica per evitare così che la mancata stimolazione sonora possa compromettere anche lo sviluppo dei centri del linguaggio.

Esistono anche delle tecniche particolari di utilizzo dei potenziali evocati usate per misurare la soglia uditiva obiettiva di un paziente e vengono impiegate prevalentemente per fini medico-legali.

 

Interpretazione dei potenziali evocati uditivi

 

Le singole onde riportate sul grafico del referto descrivono la funzionalità di diverse zone del nervo acustico e del cervello.L’Onda I è una rappresentazione del potenziale d’azione del nervo acustico nella sua porzione distale. Si ritiene che la risposta origini dalle attività delle fibre del nervo acustico che lasciano la coclea e entrano all’interno del canale uditivo.

  • L’Onda II è generata dal nervo acustico quando entra nel tronco cerebrale.
  • L’Onda III origina dall’attività dei secondi neuroni all’interno del nucleo cocleare.
  • L’Onda IV solitamente condivide il picco con l’onda V e si ritiene che origini a livello del terzo neurone localizzato nel complesso olivare superiore.
  • La generazione dell’Onda V solitamente riflette l’attivazione di diverse strutture. Si ritiene che possa essere generata principalmente a livello del collicolo inferiore. E’ l’onda maggiormente studiata e la più interessante in termini clinici.
  • Per le Onde VI e VII il sito di origine non è ben chiaro.

 

 

I principali reperti che suggeriscono la presenza di una patologia a carico del nervo acustico sono il rilevamento di una Differenza / Allungamento nella latenza assoluta dell’onda 5 tra i due orecchi, la presenza di un Differente o prolungato intervallo tra i picchi I-V tra i due orecchi, la Latenza assoluta o prolungamento dell’onda V se comparata a dati normali, Latenze assolute e latenze tra i picchi I-III, I-V, III-VAllungate rispetto alla norma, Assenza di risposta del tronco dopo stimolazione dell’orecchio interessato.

In generale, gli ABR presentano una sensibilità del 90% ed una specificità del 70-90% per cui sono un esame molto affidabile. Neoplasie del nervo acustico di piccole dimensioni potrebbero sfuggire per cui si preferisce ripetere l’esame a distanza di 6 mesi in un paziente sintomatico oppure sottoporlo a Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto.

 

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